Annunciazione del Signore

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Cristiani d’Oriente e d’Occidente il 25 marzo festeggiano insieme l’annunciazione del Signore. Un particolare consente di capirne l’importanza nell’Oriente: quando la festa cade nella settimana santa i cristiani d’Occidente la celebrano dopo Pasqua mentre l’Oriente bizantino la celebra ugualmente (facendo grandi eccezioni alla liturgia) mantenendo così intatta la distanza esatta di nove mesi dal Natale, e questo per dare importanza alla festa che segna l’inizio della nostra salvezza. Questa centralità appare anche nel programma iconografico, infatti l’icona dell’annunciazione, oltre che nel registro delle grandi feste, si trova sui battenti della porta bella del santuario, al centro dell’iconostasi, suggerendo l’idea dell’ingresso di Dio nell’umanità attraverso il seno di Maria.
Fin dall’inizio la festa fu celebrata in questa data perché nell’antichità era diffusa l’opinione che la creazione del mondo fosse avvenuta nell’equinozio di primavera - la notte del 20 marzo quando nessuna porzione del tempo rimane nel sole - e quella dell’uomo nel sesto giorno, cioè il 25. In base a questa convinzione apparve conveniente che l’incarnazione dell’Uomo nuovo fosse avvenuta lo stesso giorno della creazione del primo Adamo.

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