Consiglio per gli Affari Economici

CONSIGLIO DIOCESANO PER GLI AFFARI ECONOMICI

256. Il Consiglio diocesano per gli affari economici dell’Arcidiocesi di Lucca (CDAE), costituito in attuazione del can. 492 del Codice di diritto canonico, è un organismo consultivo che manifesta la partecipazione della comunità diocesana alla responsabilità dell’Arcivescovo nell’amministra- zione dei beni temporali. Si tratta di un organo di partecipazione che ha il compito di esprimere un parere tecnico-finanziario sulla gestione economi- ca dell’ente Diocesi e degli enti ecclesiastici soggetti all’Arcivescovo. Spet- ta invece al Collegio dei consultori valutare le principali questioni ammini- strative sotto il profilo pastorale.

257. Il CDAE svolge una funzione di indirizzo e di vigilanza. È sua compe- tenza proporre modalità e tempi per dare concreta attuazione alle indicazio- ni pastorali dell’Arcivescovo.

258. Il CDAE esplica la sua attività anzitutto:

a)  predisponendo annualmente, sulla base delle indicazioni date dall’Arcivescovo, il bilancio preventivo in riferimento alla gestione generale della Diocesi;

b)  approvando il bilancio consuntivo redatto dall’Economo diocesano;

c)  determinando i criteri cui deve ispirarsi l’amministrazione dei beni diocesani;

d)  esaminando il rendiconto annuale delle persone giuridiche soggette all’Arcivescovo;

e)  visionando il bilancio consuntivo dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero prima del visto di approvazione dell’Arcivescovo;

f)  eleggendo temporaneamente un nuovo Economo diocesano, nel caso che quello in carica venga chiamato a svolgere l’incarico di Amministratore diocesano.

259. L’Arcivescovo è tenuto a chiedere il parere del CDAE per i seguenti casi:

a)  per nominare e rimuovere l’Economo diocesano;

b)  per imporre i tributi diocesani ordinari e straordinari;

c)  per porre atti di amministrazione relativi ai beni della Diocesi, che,

attesa la situazione economica della stessa, sono di maggior importanza;

d)  per stabilire gli atti ecclesiastici d’ordinaria amministrazione delle persone giuridiche sottoposte alla sua autorità, qualora gli statuti tacciano;

e)  per disporre al meglio del denaro e dei beni mobili assegnati a tito- lo di dote alle pie fondazioni e per ridurre gli oneri ad esse collega- ti, salvo gli oneri di messe.

260. L’Arcivescovo necessita del consenso del CDAE (insieme a quello del Collegio dei consultori) per i seguenti casi:

a)  definire, ai sensi del can. 1281 § 2 CJC, gli atti di amministrazione straordinaria relativi ai beni delle persone giuridiche sottoposte alla sua autorità;

b)  procedere all’alienazione di beni della Diocesi e per autorizzare quelle degli enti ecclesiastici sottoposti alla sua autorità che ecce- dano (in entrambi i casi) il valore compreso tra la somma minima e la somma massima stabilita dalla CEI;

c)  dar corso agli atti che in qualunque modo intacchino, peggiorando- ne la condizione, il patrimonio stabile degli enti sottoposti alla sua autorità;

d)  la locazione di immobili appartenenti alla Diocesi o ad altra perso- na giuridica soggetta alla sua autorità.

261. Il CDAE è presieduto dall’Arcivescovo diocesano. Al Presidente spet- ta fissare l’ordine del giorno delle riunioni, convocarle, presiederle e ap- provarne i verbali. Tali funzioni possono essere esercitate da lui personal- mente o affidate, in tutto o in parte, al Vicario generale.

262. Oltre all’Arcivescovo che lo presiede, il CDAE è composto da un congruo numero di membri, almeno sette, veramente esperti in economia e diritto ed eminenti per integrità di vita, per professione di fede e per parte- cipazione alla vita ecclesiale, nominati dall’Arcivescovo per un quinquen- nio. Il mandato dei consiglieri può essere rinnovato più volte.

263. Considerando che il CDAE è un organo di indirizzo e di vigilanza, è bene che l’Economo diocesano, che funge da Segretario, partecipi alle riu- nioni senza diritto di voto.

264. Per quanto non riportato nel presente Regolamento si fa riferimento al Regolamento del CDAE promulgato il 29 dicembre 2022.