Un’altra difesa è possibile

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UN’ALTRA DIFESA E’ POSSIBILE: LA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE “ISTITUZIONE E MODALITÀ DI FINANZIAMENTO DEL DIPARTIMENTO DELLA DIFESA CIVILE, NON ARMATA E NONVIOLENTA” PUO’ ESSERE SOTTOSCRITTA ENTRO IL 15.9.2026

“Se vuoi la pace, prepara la pace”

Un’altra difesa è possibile.

E può diventare una scelta concreta, per camminare verso una «pace disarmata e disarmante».

E’ aperta l’adesione alla proposta di legge di iniziativa popolare che chiede di istituire, accanto alle forme di difesa tradizionali, un Dipartimento per la difesa civile non armata e nonviolenta.

Una struttura in cui formare giovani capaci di prevenire la violenza e intervenire nei contesti di conflitto attraverso strategie nonviolente, insieme a Corpi civili di Pace stabili e a un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo.

La sicurezza si costruisce creando contesti di pace, fondati sull’accoglienza, sul rispetto e sulla pari dignità di ogni persona.

Perché, come ci ricorda anche Papa Leone, preparare la pace significa anche costruire istituzioni capaci di renderla possibile.

La Commissione Giustizia e Pace e la Caritas della diocesi di Lucca aderiscono alla Campagna “Un’altra difesa è possibile” e segnala l’opportunità di firmare la proposta di legge di iniziativa popolare per la istituzione di una difesa civile, non armata e nonviolenta.

Di fronte alla drammatica crisi globale, con un mondo e un’Italia sempre più armati (nei fatti e nella cultura) e di fronte a venti di guerra alimentati da un aumento enorme della spesa militare, è necessario compiere dei passi in avanti per promuovere congiuntamente una campagna per il disarmo e la cultura della difesa civile nonviolenta

Nel suo magistero, Papa Leone propone in modo instancabile la necessità di una pace «disarmata e disarmante»: disarmata perché non affida la propria forza alla minaccia e alla violenza; disarmante perché cerca di spezzare la paura, l’ostilità e la logica del nemico attraverso il dialogo, la fiducia e la responsabilità reciproca (vedi ad esempio il Messaggio per la Giornata mondiale della pace del 1° gennaio 2026).

I Vescovi italiani, nella Nota pastorale della Conferenza Episcopale Italiana Educare a una pace disarmata e disarmante pubblicata il 5 dicembre 2025, recepiscono l’invito di Leone XIV affinché ogni comunità diventi una «casa della pace e della non violenza», capace di disinnescare l’ostilità attraverso il dialogo, di praticare la giustizia e di custodire il perdono. La pace non viene quindi presentata come semplice aspirazione spirituale, ma come un percorso educativo, sociale e politico che richiede istituzioni, formazione e pratiche concrete. Nella Nota si afferma tra l’altro che «la difesa della patria non si assicura solo con il ricorso alle armi», ma passa anche attraverso la cura della civitas, l’obiezione di coscienza e il servizio civile. È il passaggio dalla logica del «se vuoi la pace prepara la guerra» a quella del «se vuoi la pace prepara la pace».

La proposta di legge di iniziativa popolare “Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta” traduce alcuni elementi di questa visione in una possibile forma istituzionale. Depositata presso la Corte di Cassazione il 16 marzo 2026, essa riconosce la difesa civile non armata e nonviolenta come componente del sistema nazionale di difesa e sicurezza della Repubblica, in attuazione degli articoli 2, 11 e 52 della Costituzione.

L’idea alla base della proposta è che la difesa di un Paese non deve essere intesa soltanto come risposta militare a un’aggressione, ma come insieme di attività di prevenzione dei conflitti, protezione delle persone, mediazione, riconciliazione, promozione dei diritti umani e rafforzamento delle istituzioni democratiche.

La proposta di Legge nel dettaglio prevede:

  • la creazione, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, di un Dipartimento della Difesa Civile Non Armata e Nonviolenta che coordini attività di prevenzione dei conflitti, mediazione, educazione alla pace e gestione non armata delle crisi e favorisca collaborazione, confronto e sinergia tra Servizio Civile Universale, Protezione Civile, vigili del fuoco e soccorso pubblico attraverso l’operato di Corpi Civili di Pace e la creazione di un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo
  • l’istituzione del Consiglio nazionale per la difesa civile, non armata e nonviolenta, con funzioni consultive e di raccordo interistituzionale
  • l’istituzione di un Fondo nazionale finanziato sia dallo Stato sia dalla possibilità per i contribuenti di destinare il 6 per mille dell’IRPEF a queste attività, senza costi aggiuntivi.

In questo modo è possibile dare concretezza a ciò che prefiguravano i Costituenti con il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, e che già oggi è previsto dalla legge e confermato dalla Corte Costituzionale: la possibilità di assolvere all’obbligo costituzionale dell’articolo 52 (“La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino“) con una struttura di Difesa civile alternativa a quella prettamente militare, finanziata direttamente dai cittadini attraverso l’opzione fiscale in sede di dichiarazione dei redditi.

La proposta di legge potrà essere portata in Parlamento se sarà sottoscritta da 50.000 firme di cittadini.

La campagna è importante anche per stimolare il dibattito sulla pace e sulle alternative alle armi e alla guerra, che oggi vengono promosse sempre più come unica soluzione.

COSA PUOI FARE PER SOSTENERE LA CAMPAGNA

1) Firmare la proposta di legge entro il 15 settembre 2026:
https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008

E’ il primo passo, essenziale. E’ sufficiente SPID o CIE. Puoi inquadrare questo QR-code con il tuo telefonino:

logo

2) Promuovere la campagna e invitare a firmare

Girare questa informazione a familiari, amici e conoscenti.
Parlarne nei tuoi gruppi, associazioni. Diffondere attraverso i social network
LOCANDINA

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