Fratelli e sorelle,
l’11 settembre 1726, con bolla di Benedetto XIII, la Diocesi di Lucca fu elevata al rango di Arcidiocesi direttamente soggetta alla Santa Sede. La concessione di tale privilegio, che comportava l’indipendenza canonica da ogni altra Diocesi, era legata alla rinuncia, da parte dei Vescovi lucchesi, del loro “feudo personale”, che si estendeva per un vasto territorio della Piana e della Media Valle del Serchio.
La fine del “potere temporale” dei Vescovi fu chiesta dalla Repubblica e accettata dalla Sede Apostolica, e ha contribuito a liberare la Chiesa lucchese dalle commistioni con il potere. In questo senso, l’erezione ad Arcidiocesi riconobbe il senso e il valore di una salutare “spoliazione”, che ci richiama ancor oggi al primato del Vangelo e che si lega felicemente all’anniversario francescano che si celebra in questo stesso anno.
Nel corso degli ultimi tre secoli, gli Arcivescovi di Lucca hanno potuto interpretare la relazione tra Chiesa e società, ciascuno secondo il proprio tempo e la propria sensibilità, nella prospettiva del servizio evangelico. Mons. Bartoletti lo esprimeva con parole attualissime: “La Chiesa è nella città non per dominarla o clericalizzarla, ma per offrirle un supplemento d’anima”.
+ Paolo Giulietti
Arcivescovo di Lucca

