
In Mensa
Una mensa solidale per le persone vulnerabili della città di Sao Luis in Brasile
Contesto
Il Report SOFI (State for Food Security and Nutrition in the World) presentato a Rio de Janeiro nel 2024, mostra che gli interventi e le politiche di sostegno e sicurezza alimentare hanno impedito a 14.7 milioni di persone di soffrire la fame. La grave insicurezza alimentare che nel 2022 colpiva 17,2 milioni di persone, oggi si è ridotta del 2,5%. Si tratta di un risultato importante anche in vista del raggiungimento dell’Obiettivo 2 dell’Agenda 2030, che prevede di “Eradicare la fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenuibile”
Secondo la definizione della FAO (Food and Agricoltural Organisation), l’insicurezza alimentare grave avviene quando una persona non ha accesso al cibo per uno o più giorni, e se ciò accade regolarmente può condurre a seri problemi fisici e mentali, e lo sviluppo cognitivo dei bambini.
A livello di insicurezza alimentare le regioni del Nord e del Nord-Est hanno percentuali più alte, mentre sono più basse nelle regioni del Centro-Ovest, del Sud-Est e del Sud. Differenze sulla condizione di insicurezza alimentare si riscontrano anche dal punto di vista del genere e dell’etnia: le famiglie di cui il capofamiglia è una donna si trovano in una condizione di insicurezza alimentare maggiore rispetto a quelle in cui il capofamiglia è uomo, è anche le famiglie afrodiscendenti o mulatte vivono in situazioni di maggiore fragilità alimentare. Lo stato di insicurezza alimentare è stato osservato in circa ¼ delle famiglie nel Nord (23,7%) e nel Nord-Est (23,9%), il che indica che un gran numero di residenti è preoccupato o incerto sull’accesso al cibo. Le regioni del Nord comprendono gli Stati coperti dalla foresta amazzonica, l’area del Paese con la più alta percentuale di comunità tradizionali e si caratterizzano per la presenza di forti disuguaglianze sociali legate al ridotto accesso ai servizi igienici di base e all’acqua potabile, che sono uno dei principali fattori determinanti l’insicurezza alimentare.
Attività
Il progetto InMensa è una mensa solidale per le persone vulnerabili della città di Sao Luis in Brasile, per cogliere i reali bisogni della popolazione, quella più fragile e marginalizzata, e provare a dare risposte immediate.
In quest’ottica il progetto InMensa agisce con 4 macro azioni volte a ridurre il numero di persone che versano in stato di povertà estrema e che secondo i dati del Comune di Sao Luis si aggirano attorno alle 1.700 unità (anche se i dati reali si stabilizzano su cifre ben più alte e crescenti) con una prevalenza di maschi dai 22 ai 40 anni.
La distribuzione del pasto costituisce un’occasione per incontrare le persone senza fissa dimora, per istaurare una relazione basata sul reciproco rispetto lontana da sguardi giudicanti, ma soprattutto per iniettare fiducia nelle persone convincendole della possibilità del loro riscatto sociale e di affrancarsi da forme di dipendenza economico-sociale. A livello comunale le politiche sociali a favore delle categorie più vulnerabili esistono ma sono insufficienti, pertanto, hanno bisogno di essere integrate da interventi che provengono dal terzo settore, in particolare dalla Chiesa locale che gioca un ruolo fondamentale nelle azioni sociali e nella promozione di programmi pastorali legati alla fame e alla pastorale di strada.
In particolare il progetto interviene per:
– equipaggiare una cucina professionale con attrezzature più funzionali a ottimizzare i tempi di preparazione, le risorse umane e i consumi energetici, consentendo di facilitare la conservazione degli alimenti, il mantenimento di sapori, aromi e consistenze dei cibi assicurando una corretta igiene e gestione del freddo. A tal riguardo l’obiettivo principale è quello di incrementare il numero dei pasti erogati cercando di raggiungere almeno le 700 unità contro le 300 attuali.
– Costituire un punto di riferimento per la città riconosciuto dalle autorità locali e dalla popolazione per un’azione complementare e parallela a quella pubblica che fronteggi la crescente domanda di cibo dando continuità al servizio;
– Contrastare la carenza di servizi pubblici essenziali alla persona garantendo la somministrazione di pasti caldi almeno 3 volte la settimana in orario serale e destinare gli altri giorni della settimana per stoccare i generi alimentari donati dalla cittadinanza o da supermercati/negozi di vicinato che vogliono disfarsi di prodotti ancora buoni ma di prossima scadenza.
– Promuovere percorsi didattici nelle scuole secondarie di 1° o 2° grado per sensibilizzare sul tema del diritto al cibo e sulla giustizia sociale e informare la cittadinanza con eventi e testimonianze sul territorio insieme allo sviluppo di una campagna di comunicazione digitale e cartacea che aggiorni sugli esiti raggiunti dalle azioni progettuali.






