Covid19: indicazioni per i servizi Caritas sul territorio

La Caritas diocesana di Lucca ha emanato delle indicazioni a protezione dei volontari dei Centri di Ascolto (e strutture collegate) sul territorio diocesano ma anche a tutela di modalità di aiuto per chi è in difficoltà a maggior ragione in questa fase emergenziale: comunicazione in pdf

 

Lucca, 10 marzo 2020
Ai volontari delle Caritas Parrocchiali, Centri di ascolto e
distribuzione, mense, dormitori e a tutti i volontari dei
servizi collegati a Caritas

Indicazioni per i servizi Caritas sul territorio in merito all’emergenza Covid-19

Sulla base delle nuove disposizioni contenute nel DPCM del’8 marzo e del 10 marzo 2020 per il
contenimento e la gestione dell’emergenza Covid-19, condividiamo con voi alcune indicazioni e alcune
raccomandazioni per gestire questa fase così delicata nel modo più corretto.

Siamo consapevoli della necessità di individuare insieme soluzioni che tutelino la salute di tutti, volontari e
persone che incontriamo. Per questo, invitiamo i volontari che si trovano in situazioni di fragilità sanitaria a
rimanere il più possibile presso la propria abitazione e ad astenersi dalla propria opera.

D’altra parte siamo ugualmente consapevoli che non è possibile in un momento così tragico chiudere tutte le
modalità di aiuto per le persone più fragili e più in difficoltà, che anche in questi giorni rischiano di essere i
più colpiti dalla situazione che si è creata.

E’ necessario rispettare tutte le raccomandazioni per la prevenzione del rischio contagio ricordate
nell’allegato a questa comunicazione e che riguardano tutti i cittadini.

● Invitiamo a mantenere chiusi i servizi che non rispondono a bisogni essenziali : doposcuola,
scuole di italiano, centri di aggregazione, distribuzione NON alimentare (vestiario, oggetti, ecc..);
● Qualora si venga a conoscenza nelle parrocchie di situazioni di isolamento o persone anziane o
fragili in difficoltà nel rispondere alle esigenze quotidiane, si abbia l’attenzione di contattarle
telefonicamente e rispondere a eventuali bisogni come le spese in farmacia o le spese alimentare.
● Invitiamo a garantire i servizi essenziali alle persone in difficoltà , in particolar modo mense,
dormitori, distribuzione alimentare e empori.

 

A questo riguardo:
A) per le mense: evitare assembramenti e code anche all’aperto. Garantire un servizio solo di asporto con alimenti facilmente preparabili, consumabili anche all’aperto e che non richiedono sporzionamenti (es. panini). Ridurre al minimo la presenza di volontari sia per la preparazione dei pasti in cucina (2,3) che per la distribuzione, organizzando più punti di distribuzione a distanza congrua, avendo cura che le persone non si assembrino al momento della ricezione del pasto. I volontari indossino mascherina e guanti monouso, si lavino le mani frequentemente con gel idroalcolico e puliscano le superfici con soluzioni a base di alcol o cloro.

B) per i dormitori: dotarsi di un termometro a infrarossi per la misurazione della temperatura degli
ospiti in ingresso. Qualora si rilevino sintomi quali febbre oltre 37,5 e disturbi respiratori negare
l’ingresso e raccomandare alle persone di chiamare il numero predisposto dalla Regione Toscana
(800-556060) o di presentarsi al Pronto Soccorso, seguendo l’iter del pre-triage (la tenda esterna) o,
in alternativa, chiamare il 118 o la guardia medica. I volontari indossino mascherina e guanti
monouso, si lavino le mani frequentemente con gel idroalcolico e puliscano le superfici con soluzioni
a base di alcol o cloro.

C) per i centri di distribuzione alimentare e gli empori: garantire la distribuzione su appuntamento,
preparando preventivamente i pacchi spesa (anche agli empori) e consentendo quindi
l’approvvigionamento di una sola persona per volta. Aumentare le quantità dei viveri distribuiti a
ogni famiglia, in modo da poter fare la successiva distribuzione dopo un tempo più lungo. I volontari
indossino mascherina e guanti monouso, si lavino le mani frequentemente con gel idroalcolico e
puliscano le superfici con soluzioni a base di alcol o cloro.

D) per i centri di ascolto: chiudere i servizi a accesso diretto, lasciando però un numero di telefono di
riferimento, al quale poter chiedere un appuntamento per risolvere le questioni di maggiore
urgenza, che non possono essere ritardate. Nel corso di questi colloqui limitati, avere cura di
rispettare le distanze di sicurezza previste e gli altri accorgimenti di prevenzione.

Ci auguriamo che questa situazione rafforzi il nostro sentirsi parte della comunità e la nostra disponibilità
a rimanere al servizio dei fratelli. Stringiamoci nella preghiera e nel servizio.

Caritas Lucca